Associazione Sportiva Sportforma Torino

Associazione Sportiva Sportforma Torino
Indirizzo: via Chiesa della Salute 97/b - 10147 - Torino (Torino) - Italia
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Telefono:01123414756
Attività svolta:Boxe & Bodybuilding
Zone di operatività:Torino Nord - Borgo vittoria
Nome direttore:Guido Carli
Nome responsabile (nome e cognome):Guido Carli
Lingue parlate:Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo

L'associazione Sportforma è stata fondata da Guido Carli, un preparatore sportivo di origine franco italiana, nel 1995. Dalla sua apertura, l'attenzione è stata spostata dalla visione dei lussi comuni di molte palestre del fitness a quella dei principi sportivi tradizionali e dell'atleta competitivo.

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L'associazione Sportforma è stata fondata da Guido Carli, un preparatore sportivo di origine franco italiana, nel 1995. Dalla sua apertura, l'attenzione è stata spostata dalla visione dei lussi comuni di molte palestre del fitness a quella dei principi sportivi tradizionali e dell'atleta competitivo.

Guido ha una lunga storia di successi nel mondo sportivo; la vocazione per lo sport sin da bambino è stata più forte di ogni altra cosa e nel 1995, a soli 23 anni, interrompe gli studi presso l'Ospedale Universitario Molinette San Giovanni Battista di Torino per fondare l'associazione Sportforma.
Oggi Sportforma, nota a Torino come una sorta di “leggenda metropolitana” per le più svariate battaglie, ha dimostrato di essere un legame di tipo associativo indissolubile, ancor più fortificato dal 2008 quando ha deciso di trasferirsi nella neo sede di via Chiesa della Salute 97/b, una nuova palestra dove trascorrere il proprio tempo libero facendo un poco di movimento con gli amici o dove poggiare le basi per introdurre la propria vita in una carriera di agonismo sportivo.

Nell'arco degli anni, Guido Carli ha caratterizzato l'associazione Sportforma con gli sport di alto livello, in particolare nelle discipline quali il sollevamento pesi, la lotta olimpica e pugilato, attività dove ha dimostrato una competenza molto elevata nonché rara nel panorama sportivo al quale si è abituati; grazie alle licenze ottenute dalle rispettive federazioni del CONI, centinaia di giovani hanno potuto avvicinarsi al sollevamento pesi, alla lotta ed al pugilato certi dell'elevata professionalità che ha sempre caratterizzato l'azione di Sportforma.

Recentemente, Guido Carli sta sviluppando contatti internazionali con l'obbiettivo primario di avvicinare l'associazione Sportforma alla white collar boxe con l'intento di essere il primo allenatore italiano ad offrire a tutti, anche ai managers ed ai colletti bianchi, la possibilità di un serio allenamento di pugilato per giungere, al termine di mesi impegnativi, ad un incontro di 3 riprese. Attualmente, il programma Sportforma white collars boxing sta per realizzarsi grazie alle conoscenze internazionali di Guido; apprezzato e conosciuto internazionalmente, Guido Carli è riuscito ad imbastire importanti contatti con il mondo inglese della white collars boxe e presto sarà in grado di far conoscere a tutti le sue ultime, specifiche iniziative.

La “Sportforma Associazione Polisportiva Dilettantistica” fondata il 24 agosto 1995 è un'associazione senza scopo di lucro, di utilità sociale, ONLUS ai sensi del decreto legislativo del 04 dicembre 1997, n°460 Iscritta presso il registro del CONI e delle associazioni del Comune di Torino, con prot.925, mecc. n°2008-00416/001 del 29 gennaio 2008; il suo scopo è quello di promuovere e sviluppare l’attività sportiva dilettantistica ed amatoriale organizzando attività di ogni genere ed indirizzo come mezzo per introdurre alle discipline riconosciute dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale).

E‘ universalmente riconosciuta dal mondo sportivo torinese per aver offerto, negli ultimi tre lustri, a centinaia di ragazzi la possibilità di aggregarsi ed accedere allo sport di alto livello anche attraverso le generiche attività di palestra. Sportforma a.p.d. è ufficialmente riconosciuta ai fini sportivi ai sensi del decreto legislativo 23 luglio 199, n°242 a succ. modificazioni.

BOXE E SALVAGUARDIA GIOVANILE

Lo sport in generale è ritenuto internazionalmente un valore sia per la formazione del carattere dell'individuo che per l'azione di tutela che esercita sui giovani, fornendo loro esempi e stili di vita sani.
Ma è la boxe in particolare ad incidere maggiormente nell'insegnamento della disciplina e del sacrificio oltre, cosa non da poco, a svolgere un ruolo estremamente positivo in particolare fra le fasce giovanili più disagiate e pertanto esposte a numerosi rischi.

Le motivazioni che spingono in una palestra di pugilato sono, naturalmente, molteplici; vi è chi pratica la boxe affascinato dal mito della forza fisica e morale del ring e chi ha bisogno di conquistare autostima e fiducia in se stesso; altri, invece, hanno bisogno di scaricare l'aggressività sui sacchi, sullo sparring partner e sull'avversario. Altri ancora, poi, provano il bisogno di tentare la strada del successo economico ed attratti dalle “borse” dei grandi eventi si incamminano lungo la difficile strada del professionismo.

Molti considerano la boxe non come ostentazione della forza fisica o mera espressione di aggressività ma soprattutto intelligenza tattica, unita ad eleganza ed efficacia di movimenti sorretti da una grande preparazione fisica.

La maggior parte dei frequentatori delle palestre di boxe, comunque, non salirà mai sul ring ma a loro tutto ciò non importa; questo poiché pensano che, specialmente per la boxe, vale il principio che praticare un'attività sportiva comporta fatica, sudore, sacrifici, si apprende il rigore e la disciplina a condizione di nutrire impegno ed umiltà. Non va dimenticato, poi, come la diffusione tra i giovani di questo sport, spesso trascurato ed oggetto di ingiuste critiche, sia da attribuire alle caratteristiche intrinseche di uno strumento ottimo per l'integrazione sociale nonché per il recupero di situazioni di disagio.

La boxe, infatti, ha sempre svolto, in tutti i Paesi, un ruolo di salvaguardia, protezione e tutela dei giovani impegnandoli duramente e sottraendoli spesso alla malavita ed alla droga.

Mostre, film, libri, eventi e pubblicità; il pugilato, oggi, sta vivendo una seconda giovinezza, sia culturale che sociale, grazie ai suoi intramontabili valori.


WHITE COLLARS BOXE

I numeri sono drammatici, da lasciare totalmente increduli: nel 1995 gli iscritti alla Federazione Pugilistica Italiana erano 4.522, nel 2000 solo 75 ed attualmente ancora meno. Anno zero, dunque, per cui qualsiasi novità finalizzata a far rinascere la nobile arte non può che essere ben accetta anche se si tratta di iniziative che poco o nulla hanno a vedere con la boxe classica, che sa di antico e povero ma anche di storie eroiche. E' appunto in quest'ottica che ai poveri ma sempre mitici pugili del passato, che facevano a cazzotti spesso per una miserabile “borsa” e tirare avanti, si contrappone una rampante leva dilettante di managers che si sfidano in palestra solo per il gusto di salire sul ring a confrontarsi con un avversario, meglio se di un fondo di investimenti o di una banca concorrente. Certo, non sarà il metodo giusto per risvegliare o salvare la boxe professionista italiana ma, se non altro, consentirà di adattare questa nobile arte alle esigenze, forse effimere e superficiali, dei nostri tempi; e poi non è detto che da una apparente superficialità non debba nascere e svilupparsi una passione, certo non di tipo professionale ma comunque sempre indispensabile a tenere in vita la nostra boxe.

A New York, a Londra ed in Irlanda la chiamano white collar boxing, una sorta di pugilato dei colletti bianchi; managers, avvocati, dirigenti e giornalisti che, in ogni modo, si incontrano, si allenano e sudano in un religioso e professionale silenzio.

Questa boxe destinata ad un tipo differente di utenza si è fatta notare a metà degli anni 1990, a New York; secondo un articolo del 2004 di Business Week, oltre il 65% degli iscritti della famosa palestra di Gleason erano colletti bianchi. Certo, in questi casi specifici non si tratta più di ragazzi che, grazie alla boxe, riescono prima di tutto a salvarsi dall'emarginazione e da realtà sociali devianti; secondo Bruce Silverglade, il pugile che ha fondato Gleason's, la prima palestra di boxe per i white collars di New York, quando il manager sale sul ring dimentica la frustrazione del lavoro e l'ansia dei rapporti interpersonali. Ma ciò che non deve essere scordato è l'allenamento che, in ogni modo, caratterizza anche i white collars i quali devono pertanto sottoporsi, come tutti i pugili, all'allenamento con corsa, corda, sacco e pera. E così, per stare bene oltre a sfogare sul ring le frustrazioni e le ansie di una vita da ufficio, managers, ragionieri ed impiegati possono togliersi la camicia ed infilarsi i guantoni dopo essersi allenati almeno 1 volta la settimana per 3 mesi. Al termine dei 3 mesi di serio allenamento, il pugile white collar sale finalmente su un ring, di dimensioni assolutamente regolamentari, ed alla presenza di un vero arbitro combatterà con un altro pugile white collar; con tanto di guantoni e caschetto cercheranno di sopravvivere per tre round mentre negli angoli i coach urlano e tutt'intorno si scatena un tifo incredibile grazie a colleghi ed amici.

Nel 2001, Lacey e Bruce Silverglade hanno fondato l'International White Collar Boxing Association (IWCBA), il primo ed a tutt'ora il principale organo competente in campo, che si era cimentato nel regolamentare regolare i colpi con una particolare attenzione per la sicurezza. L'IWCBA utilizza le stesse categorie di peso del pugilato professionistico e premia con una cintura i campioni di ogni categoria di peso. Infatti, ad ogni incontro è richiesta rigorosamente la presenza di un medico sportivo a bordo ring e di una equipe attrezzata per la rianimazione; anche le visite pre combattimento sono approfondite. Oltre 1.500 sono state le riprese sanzionate dalla IWCBA nel corso degli anni, con zero infortuni a parte qualche naso sanguinante.

La prima palestra “The Fight Real Club” ha aperto nel nel 2006, offrendo un'autentica e realistica esperienza di boxe in un ambiente comunque sicuro e ben gestito; tutti elementi che hanno contribuito al radicamento della boxe per colletti bianchi. Infatti, nel corso dell'attuale recessione ma a dispetto di questa, la palestra è diventata sorprendentemente ancora più frequentata, quasi fosse uno sbocco per sfogare lo stress e la frustrazione per chi è colpito dal crollo bancario. A conferma del crescente ed inarrestabile successo, la palesta attualmente conta più di 550 pugili attivi provenienti dai settori bancario e legale. Ma la diffusione della boxe fra i colletti bianchi è stata anche confermata dalla nascita di una specifica associazione britannica; infatti nel 2007 è stata fondata a Londra la World White Collar Boxing Association (WWCBA) con l'obiettivo ambizioso di regolare e promuovere questo sport in tutto il mondo. Il WWCBA fornisce una piattaforma comune in forma di regole e linee guida che permette di diventare pugili classificati a livello nazionale, regionale e globale e per concorso per titoli di campionato; nel 2008 il WWCBA ha organizzato 9 eventi in tutto il mondo. I ferri del mestiere per i pugili white collar sono, normalmente, i celebri guantoni da 16 once per proteggere i contendenti da colpi duri ed evitare ferite alle mani anche se alcune palestre autorizzano l'utilizzo dei 14 once.
Sempre in Gran Bretagna, ma questa volta a Bristol, si trova la sede di “Zero To Hero White Collar Boxing”, che ha iniziato l'attività nel Settembre 2012; gli sfidanti sottoscrivono un programma formativo della durata di 10 settimane al termine delle quali, in una notte di lotta, dovranno mostrare i risultati di tanta fatica, applicazione e grinta. Infatti, i contendenti si allenano insieme per 6 settimane e vengono successivamente abbinati e suddivisi nelle loro rispettive categorie; gli allenatori ed istruttori di supporto, nella tanto attesa notte di boxe, saranno anche la loro squadra di supporters insieme ad amici e colleghi.

Guido Carli è un noto tecnico nazionale di pugilato, sta valutando con attenzione il fenomeno londinese e sembra determinato ad importare l'idea della white collar boxing; lo scopo evidente è quello di far uscire il pugilato dalla sua rigida struttura ormai fossilizzata per spiegare finalmente cosa sia. Per Guido Carli, come dichiarato in un intervista sul primo documentario didattico girato in Italia sul pugilato, "la boxe è il più bello spettacolo di forza, coraggio ed aintelligenza che si possa ammirare nell'agonistica sportiva". Alla luce di tali considerazioni, per lui formare managers, imprenditori o professionisti è vitale tanto quanto “mettere in guardia” un ragazzo e trasformarlo lentamente in un campione; altro che corsi o metodi di coaching, decisamente tutto un altro livello!

COME TROVARE UNA BUONA PALESTRA DI BOXE

Il Pugilato può essere uno sport pericoloso e pertanto è estremamente importante capire se il tuo allenatore ti stia insegnando la tecnica corretta.
A questo punto ecco alcuni consigli per trovare una buona palestra di boxe.
Come regola generale, nella palestra dovresti trovare un'atmosfera di incoraggiamento al fine di imparare e comprendere la filosofia del pugilato; una vera palestra di boxe dovrebbe essere costantemente focalizzata sulla tecnica e sull'aggiornamento di questa ed il tuo allenatore dovrebbe essere in grado di elaborare gli allenamenti adattati alle singole capacità e spiegare tutti i dettagli del pugilato.
Per cominciare, dopo una ricerca su google con il termine "boxe" per poi visitare nella tua zona le palestre disponibili, parlare con gli allenatori, esprimersi senza riserve, discutere degli obiettivi che hai previsto di ottenere attraverso il pugilato (forma fisica, competizioni amatoriali e/o agonistiche, pugilato professionale, acquisizione di nuove abilità di supporto per altre arti marziali) e far sapere loro quale sia il budget disponibile; la maggior parte di coloro che ruotano intorno al pugilato sono animati dalla passione e non mancheranno di comprendere i tuoi sentimenti e desideri. Non ti fidare di chi millanta titoli o conoscenze, fidati esclusivamente della sicurezza che ti ispira il tecnico e del tuo istinto che immediatamente sentirà se questa persona sia in grado di aiutarti a realizzare ciò che vuoi.
Se invece vuoi competere a tutti i costi, parti con l'idea di fare più combattimenti possibili, ignora questa guida e concentrati solo nell'essere iscritto ad ogni torneo dove avrai possibilità di accesso; comincia a viaggiare ed individua tutti i tornei amatoriali e dilettantistici disponibili, trova palestre con tecnici abilitati , impegnati a vincere più tornei possibile e sii pronto a diventare professionista.

Differenti tipi di centro sportivo dove insegnano la boxe:

YOUTH CENTER – ASD : Qui utilizzano i tipici programmi dopo scuola progettati per formare i giovani ad essere uomini e tenerli lontani dalle insidie della strada; pertanto ti imbatterai in svariati tipi di persona, donne, anziani e chiunque sia alla ricerca di un buon allenamento. Conoscerai anche professionisti e molti pugili dilettanti. L'atmosfera, in questi ambienti estremamente reali e formativi, è sempre accogliente e di tipo associativo.

Il costo è solitamente contenuto, la maggior parte dei formatori sono veterani che amano insegnare solo per amore della boxe ed in questi ambienti è quasi comune non parlare in termini di denaro.

PROFESSIONAL BOXING GYM : Le riconoscerai per il loro odore, odore di vecchi calzini non lavati per settimane , con professionisti e veri appassionati ad allenarsi in una sorta di folle “boxing zoo”; potrai individuare i professionisti facilmente, sarà sufficiente prestare attenzione ai ragazzi che indossano magliette completamente fradice di sudore. L'atmosfera potrebbe essere leggermente intimidatoria (immagina ragazzi a colpire pesantemente il sacco per ore senza dare segni di stanchezza ) ma allo stesso tempo molto stimolante e coinvolgente. 

Di solito vi sono numerosi allenatori sparsi per la palestra e presto ti sarà possibile trovare quello che ti infonde affidamento e sicurezza. Il tuo allenamento sarà presto spinto definitivamente oltre i tuoi limiti grazie ad allenatori vecchio stile dai quali ben di rado riceverai complimenti. Lo sparring qui può essere difficile ma non essere orgoglioso chiedi sempre all'altro atleta di boxare con te in modo semplice.

MMA GYM : Le palestre di MMA sono di due tipi: quelle reali e quelle faked o false. Le “vere” palestre di MMA si vendono come “all in one”, un unico centro di arti marziali dove impartiscono lezioni su numerose specialità; la tipica MMA gym offre lezioni su tutti i tipi di arti di combattimento come il grappling, kick boxing e pugilato. La mia unica lamentela su alcune palestre MMA è che si concentrano solo sulle basi e gli aspetti della boxe utili per il combattimento MMA senza insegnare i valori del pugilato. Se invece accedi ad una palestra faked di MMA, sarà un'ennesima esperienza di millantatori, un'ennesima palestra “commerciale” mascherata da società sportiva.

FITNESS GYMS : Queste palestre commerciali devono assolutamente essere evitate se si vuole imparare seriamente la tecnica della boxe; si tratta, infatti, di palestre per il fitness, puri centri dediti alla commercializzazione dello sport, molto pulite, ampie e caratterizzate da un vasto assortimento di offerte e di pacchetti. La formazione è caratterizzata prevalentemente da sessioni di attività cardio/aerobica vendute come attività di gruppo. Queste palestre in genere hanno i peggiori insegnanti di boxe immaginabili, personaggi esperti ad approfittarsi di te economicamente .

Un ringraziamento a Guido Carli per gli importanti spunti utili a questa nota.

Letto 2629 volteUltima modifica il Mercoledì, 13 Gennaio 2016 16:05